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La Cappella di S. Bernardino, secondo il parere di alcuni studiosi, è collocabile, come datazione,
intorno al XV secolo ed il suo nome è legato a S. Bernardino da Siena (1380-1440),
che intorno al 1425 si recò nelle valli di Lucerna per la conversione dei Valdesi.
Nel 1584 fu cappella gentilizia dei conti di Rorà. Alla fine del 1700 questa parrocchia
dipendeva dal comune di Bibiana, da cui fu stralciata in seguito per formare l’attuale parrocchia di Lusernetta.
La facciata esterna, costruita posteriormente, è in stile gotico con un rivestimento in mattoni.
Sul frontone si nota uno stemma che rappresenta la fusione di due casati: quello del conte Enrico Morozzo
della Rocca ed Irene Veraris di Castiglione, nobili torinesi che verso la fine del 1800
si occuparono della risestimazione del cimitero nel quale è sita la cappella.
All’interno troviamo un considerevole numero di affreschi, di notevole impatto visivo è
l’abside interamente ricoperta di immagini raffiguranti gli Evangelisti ed un Cristo benedicente sulla volta;
San Bernardino, San Chiaffredo, Santo Stefano, San Giovanni Battista, Maria Maddalena e
la Madonna in trono con in braccio il Bambino vestito di un cappottino (immagine rarissima)
nella parete terminale ed infine i dodici Apostoli sulle pareti laterali tutti questi affreschi
sopra menzionati sono di autore ignoto chiamato "Maestro di Lusernetta".
Nella parte riservata ai fedeli sono presenti: un bellissimo affresco raffigurante
la Madonna della Misericordia con bambino, affiancata da S. Sebastiano e S. Biagio
opera di Jacobinus Longo; un San Giorgio a cavallo che uccide il drago per salvare la principessa,
San Michele, Sant’Antonio, Santa Marta e San Nicola tutti, ad esclusione del primo, di recente ritrovamento.
A seguito dei lavori di abbattimento della volta interna sono stati riportati alla luce altri affreschi
raffiguranti S. Giorgio a cavallo che uccide il drago, S. Michele, Santa Marta e S. Nicola da Tolentino.
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Chiesa di Sant’Antonio Abate
La costruzione, di linee semplici e armoniose, è di stile barocco con pianta a croce greca e
con cupola centrale semisferica.
Nella facciata, una grande trabeazione sormonta quattro pilastri terminanti con capitelli dorici.
Analoghi pilastri coronati da capitelli si trovano anche nell’interno della chiesa, che è
ornata da molteplici finte finestre in stile rinascimento.
L’ampia cupola centrale reca alla sommità un bel dipinto dell’Assunta ed è arricchita alla base
da quattro grandi dipinti raffiguranti gli evangelisti Matteo, Marco, Luca e Giovanni;
ignoto è il loro autore.
Sullo sfondo dell’abside, in posizione centrale, vi è una pregevole tela,
racchiusa in ornata cornice, raffigurante l’Assunta circondata dal patrono della chiesa S. Antonio Abate,
da S. Bernardino e S. Rocco, patroni di due cappelle omonime che si trovano nell’ambito del territorio parrocchiale.
In conformità alle norme stabilite dal Concilio Vaticano II circa la ristrutturazione delle chiese,
l’area su cui sorgeva l’altare centrale ha subito una profonda trasformazione che snellisce l’insieme e
mette in evidenza il "coro" ligneo che orna la parte inferiore dell’abside.
Nel braccio destro della chiesa, sopra l’altare su cui si conserva il SS. Sacramento,
si nota un grande dipinto raffigurante la Madonna del Rosario;
nel braccio sinistro un altro grande dipinto raffigura la Famiglia di Nazareth.
La mensa centrale e l’ambone sono opera dello scultore pinerolese Stefano Drago.
Le scene scolpite sulla parte anteriore della mensa rappresentano, procedendo da sinistra verso destra,
la Crocifissione, la Risurrezione di Gesù e Cristo Giudice.
L’ambone porta scolpita la scena evangelica del ritorno del figlio alla casa del Padre.
In complesso siamo davanti ad una bella e degna costruzione, le cui linee e particolarità costruttive
furono messe in maggiore risalto dai restauri eseguiti a regola d’arte dall’Impresa Perini di Pinerolo
in occasione del centenario della sua edificazione (1846 - 1946).
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Chiesa di San Rocco
All’interno non presenta particolari opere degne di nota.
Venne costruita nel 1958 al posto di una preesistente chiesa andata distrutta.
La sua collocazione nei boschi la rende ricca di atmosfera.
Aperta al pubblico per la funzione del 16 agosto S. Rocco con la distribuzione del pane benedetto.
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